I filtri fotografici - Corsi di Fotografia

I filtri fotografici negli ultimi anni hanno fatto rima con social e app dei nostri smartphone.

Ma in realtà i filtri di cui vogliamo parlare non sono quelli che rendono i nostri selfie cosi palesemente “fasulli” tanto da non riconoscere le persone ritratte quando si incontrano per strada.

Nel mondo della Fotografia, quella rigorosamente con la F maiuscola, quando si parla di filtri fotografici si intendono quegli aggiuntivi ottici da applicare davanti all’obiettivo con la funzione di modificare la luce prima che questa arrivi sul sensore della nostra macchina fotografica. 

Risulta chiaro che se la qualità del filtro è scarsa, il suo posizionamento davanti all’obiettivo provocherà un degradamento della qualità della luce. Tale peggioramento può riguardare dunque un problema di qualità ottica della luce oppure l’introduzione di una dominanza cromatica, ossia l’introduzione di un colore dominante. 

Esiste un’altra criticità legata ai filtri fotografici ossia la loro fragilità: filtri di ottima qualità sono realizzati in vetro ottico e quindi sufficiente una banale caduta o un urto per danneggiarlo irrimediabilmente. 

Oltre ai filtri in vetro ottico esistono filtri fotografici in policarbonato. Di questi filtri anche se ne esistono di ottima qualità non sono paragonabili ai filtri in vetro ottico e sono inoltre soggetti facilmente a graffi ed abrasioni.

Tipi di filtri fotografici

Per chi ha avuto modo di lavorare con le macchine fotografiche analogiche avrà avuto modo di vedere nei corredi fotografici moltissimi dischi colorati.

Questi filtri venivano usati quando la nostra macchina era equipaggiata con pellicole in bianco e nero.

Eh già per avere una resa in bianco e nero più “decisa” veniva avvitati dei filtri colorati sull’obiettivo cosi per esempio da far comparire un celo blu decisamente nero o viceversa completamente bianco.

Con l’avvento del digitale questi filtri fotografici sono andati via via scomparendo poiché con i software di sviluppo si possono ottenere gli stessi risultati.

filtri colorati

Oltre ai filtri colorati ne esistono altri che anche con il digitale vengono utilizzati e sono:

  • polarizzatore
  • neutral density (ND)
  • graduated neutral density (GND)
  • variable neutral density (VND)
  • conversione temperatura di colore
  • infrarosso (IR)

vediamone le caratteristiche principali e gli impieghi. 

Filtro polarizzatori

Il polarizzatore permette di eliminare i riflessi indesiderati dalla scena. Questa peculiare proprietà rende l’effetto del  filtro polarizzatore non riproducibile in post produzione.

La riflessione, in particolare su acqua e superfici bagnate, induce nella luce una parziale polarizzazione; parte di questa luce riflessa viene bloccata dal filtro, permettendo per esempio di vedere sotto la superficie dell’acqua.

L’effetto del filtro è proprio quello di bloccare questa parte di luce riflessa (dall’acqua)  evitando che questa raggiunga il sensore.  

filtro polarizzatore

Stesso effetto può essere verificato con il filtro polarizzatore inquadrando il cielo che apparirà più terso e saturo bloccando la luce riflessa del vapore acqueo presente nell’aria.

filtro polarizzatore cielo

Il filtro polarizzatore è avvitato sull’obiettivo su un supporto che ne permette la rotazione cosi che orientandolo secondo la necessità, affinché il piano di polarizzazione blocchi la luce riflessa che disturba. 

In natura la luce può essere polarizzata linearmente o circolarmente, e qui le cose si complicano. In poche parole ci sono due modi con cui la luce si propaga e ciò dipende dalla caratteristica di riflessione o di trasmissione delle sostanze con cui essa interagisce.

Ambedue i filtri permettono il passaggio della sola componente polarizzata presente nella luce non polarizzata, fungendo quindi da selezionatori di luce, senza alterare la cromia.

Si ha polarizzazione lineare quando la luce viene riflessa dall’acqua, da alcuni tipi di plastica, dal vetro, oppure quando attraversa l’atmosfera sotto certe angolazioni. Cioè in generale quando la luce viene riflessa da materiali isolanti.

polarizzazione lineare

La polarizzazione circolare è invece tipica della riflessione sulle superfici metalliche.
Cioè quando la luce viene riflessa da materiali conduttori.

polarizzazione circolare

Il polarizzatore circolare è il solo utilizzabile con le macchine fotografiche autofocus, in quanto i sistemi di messa a fuoco automatica a contrasto di fase non possono operare in presenza di luce polarizzata linearmente.

Utilizzando due polarizzatori, con il piano di polarizzazione orientato a 90° l’uno con l’altro, si può ottenere il buio quasi totale, in quanto la luce polarizzata dal primo viene sbarrata dal secondo. Ne passerà comunque un minimo in quanto nessun filtro è perfetto.

È un ottimo sistema per crearsi un filtro ND (filtro a densità neutra variabile), dosando la rotazione di un filtro rispetto all’altro, quando per esempio serve aprire il diaframma e allungare il tempo in pieno sole.

Attenzione però che l’auto-focus (e con lui il telemetro elettronico) non funziona e che la messa a fuoco manuale a vista diventa estremamente difficoltosa.

Filtri Neutral Density (ND) 

Sono chiamati generalmente filtri ND (Neutral Density) e sono in sostanza dei veri e propri occhiali da sole per la nostra macchina fotografica. Sono dei filtri  uniformemente grigi che di fatto riducono la quantità di luce che entra attraverso la lente dell’obiettivo. 

Come già detto accoppiando due filtri polarizzatori si può ottenere di fatto un filtro ND a densità variabile,  partendo da un fattore ND 2 a un massimo di ND 400, che equivale a passare da 1 stop a oltre 8 stop di riduzione della luce in entrata nell’obiettivo.  

filtri nd

Questa possibilità permette in impieghi fotografici di utilizzare tempi di posa lunghi o diaframmi molto aperti anche in elevate condizioni di luce.

Questi sono i tipi di filtri ND con l’indicazione della sigla e dei relativi stop di luce che bloccano:

  • 101    ND 0.3    ND2            -1 stop
  • 102    ND 0.6    ND4            -2 stop
  • 103    ND 0.9    ND8            -3 stop
  • 104    ND 1.2    ND16          -4 stop
  • 105    ND 1.5    ND32          -5 stop
  • 106    ND 1.8    ND64          -6 stop
  • 107    ND 2.1    ND128        -7 stop
  • 108    ND 2.4    ND256        -8 stop
  • 109    ND 2.7    ND512        -9 stop
  • 110    ND 3.0    ND1024     -10 stop ( ND1000)
  • 111    ND 3.3    ND2048     -11 stop
  • 112    ND 3.6    ND4096     -12 stop
  • 113    ND 3.9    ND8192     -13 stop

Uno dei problemi principali per questo tipo di filtri è che se la qualità non è alta si introducono dominanze di colore nella foto.

I filtri ND ad alto numero di stop (9 e 10) hanno anche il difetto di ridurre così tanto la luce da non permettere la visione a occhio quando sono montati. Quindi prima è necessario inquadrare e mettere a fuoco, poi montare il filtro e valutare a occhio l’esposizione.

Filtri UV – Ultra Violetti

Questo tipo di filtro è costituito da un sottile vetro trasparente, che generalmente viene avvitato sull’obiettivo.
La superficie di questo filtro è trattata in modo da permettere di bloccare la maggior parte dei raggi ultravioletti presenti sulla scena.
I problemi derivante da questi raggi, é che se sono presenti in grosse quantità (es. al mare o in alta montagna), possono provocare delle alterazioni cromatiche azzurre nelle tue fotografie.

Esistono principalmente tre motivi per i quali il filtro uv ha perso la propria funzione nelle fotocamere digitali.

  1. Innanzitutto, tutte le lenti degli obiettivi moderni sono già trattate per impedire ai raggi ultravioletti di rovinare i nostri scatti.
  2. Inoltre a livello del sensore è presente un filtro anti uv, che rende praticamente inutile l’aggiunta di un’ulteriore componente davanti all’ottica.
  3. Se tutto questo non bastasse per fermare i dannosi raggi uv, questo difetto è facilmente risolvibile in post-produzione. Ma allora perché qualcuno usa ancora questa tipologia di filtro?

Ormai, questa tipologia di filtro fotografico viene usato principalmente per proteggere la lente dell’obiettivo da graffi e urti accidentali, che si possono sempre verificare durante le tue sessioni di scatto.

Per questo motivo il filtro uv è di solito a vite, così una volta avvitato sopra la lente, in caso di piccolo urto sarà lui a subire le peggiori conseguenze dell’impatto.

Un fattore non di poco conto, se pensi che questo strumento costa al massimo tra i 30 e i 40 euro, ma protegge una lente che potrebbe valere 10 o 20 volte tanto.

Filtro UV

Filtri Graduated Neutral Density GND

A differenza dei filtri ND che hanno un grado di distribuzione dello strato di grigio uniforme, i filtri GND hanno un copertura dello strato di grigio secondo un gradiente lineare.  

filtri gnd

Vengono usati soprattutto per fotografia di paesaggio quando la situazione ambiente ha fortissime differenze di luce tra cielo e terra, o viceversa. Hanno lo stesso problema degli ND, ossia introducono dominanze di colore nella foto se la qualità dello strato ottico grigio non è perfettamente neutra.

Il problema nell’uso di questi filtri è che la gradazione di grigi è fissa e quindi e non può essere aumentato o ristretto. Questo comporta che a seconda delle situazioni si possono creare delle strisce o troppo chiare o troppo scure rendendo la foto decisamente poco reale. 

Filtri a conversione temperatura di colore

Erano molto usati nel mondo della pellicola, ma sono del tutto scomparsi con il digitale, dato che questa conversione viene fatta con il bilanciamento del bianco, in fase di scatto o di PP

Filtri a conversione temperatura di colore

Filtri ad infrarossi

Si tratta di filtri speciali, dall’aspetto molto scuro quasi come un ND ad alto potere assorbente. Servono a “simulare” uno scatto all’infrarosso. 

filtri infrarossi

Di fatto le vere fotografie all’infrarosso sono realizzate non con dei filtri ma con un vero e proprio intervento a “cuore aperto” (ovviamente da non fare a casa) attraverso il quale viene rimosso il filtro IR presente sulle fotocamere a protezione del sensore. Va comunque applicato un filtro che blocchi tutte le frequenze visibile.

Come è facile intuire, poiché sulle fotocamere è presente un filtro IR, l’applicazione del filtro IR non permette un risultato ottimale.  

Tipi di montatura dei filtri

Esistono due tipi di tipologia di montatura dei filtri:

  • filtri a vite
  • filtri a lastra

I filtri con montatura a vite sono i più classici e si applicano agli obiettivi semplicemente avvitandoli sul bordo esterno dell’obiettivo proprio davanti alla lente frontale. I filtri infatti hanno nel telaio una filettatura che permette l’aggancio sull’obiettivo.

Poiché gli obiettivi hanno diametri  diversi occorrerà acquistare un filtro per ciascun obiettivo se questi hanno diametro diversi.

Esistono degli anelli adattatori che permettono di applicare filtri di dimensioni maggiori ad obiettivi con diametri minori. In questo caso possiamo acquistare un solo filtro di diametro pari al diametro  dell’obiettivo più grande e poi con l’adattatore adattarlo a tutti gli obiettivi più piccoli. 

Filtri a vite

Il secondo tipo di montatura di filtri fotografici è quella a lastra. Questi filtri vengono alloggiati in un telaio che è fissato all’obiettivo. Furono introdotti negli anni ’80 da Cokin ed era all’epoca un principio molto innovativo

Filtri a lastra

Questo sistema è sicuramente di facile utilizzo e consente un rapido montaggio delle lastre ma come è facile immaginare le lastre di grandi dimensioni sono molto grandi e fragili. Lo stesso telaio, che nel caso di obiettivi grandangolari hanno il paraluce fisso, raggiunge dimensioni e costi notevoli.

Quest’ultimo scenario è quello che obbliga all’uso di questo tipo di filtri poichè non c’è modo di utilizzare i filtri a vite. 

Quali filtri servono

Partendo dal presupposto che oggi con la possibilità di sviluppare le fotografie partendo dai file RAW molti di questi filtri possono essere anche non necessari. In alcuni casi il loro uso è invece indispensabile.

In particolare parliamo di:

  • tempi lunghi di giorno: filtro ND;
  • infrarosso (pseudo) su fotocamera standard: filtro IR;
  • eliminazione di riflessi su acqua o vetro: filtro polarizzatore;
  • Ultra violetto: usato oggi più che altro come protezione della lente dell’obiettivo. 

Di questi 3 filtri considerato che il filtro infrarosso è votato più alla sperimentazione i filtri che non possono mancare nel nostro corredo fotografico (sempre se vogliamo ottenere specifici effetti) sono gli ND e il polarizzatore, sempre tenendo a mente che il primo tipo ci consente tempi lunghi anche con tanta luce e i secondi per scattare per esempio specchi d’acqua dove si vede il fondo o pe eliminare i riflessi da vetri e superfici riflettenti. 

Maximiliano Fagioli

Maximiliano Fagioli

Fotografo

Fondatore e docente di Corsi di Fotografia, da circa 10 anni si occupa di formazione nel campo della fotografia con all’attivo più di 30 corsi con oltre 500 studenti. Ritrattista e fotografo di matrimonio fa della fotografia un prezioso strumento artistico e di comunicazione.