Curiosità Fotografiche

Ha scosso le coscienze individualiste degli americani e li ha obbligati moralmente a una reazione positiva di fronte a quello che stava accadendo: in altre parole, è diventata uno strumento politico di straordinaria efficacia.

La fotografia nota col nome di Migrant Mother (Madre Migrante), è l’immagine identificativa della Grande Depressione. Mostra una donna che incarna la sofferenza di un’intera nazione, ma anche una madre che è ancora in grado di proteggere i suoi figli, nonostante la crisi economica della fine degli anni 30. 

La fotografia è stata realizzata da Dorothea Langea Nipomo, nell’Imperial Valley, nei primi giorni di marzo del ‘36.  La fotografa viaggiava a bordo della sua automobile nei pressi di un campo nel quale stavano lavorando circa duemila braccianti impiegati nella raccolta dei piselli.
Inizialmente resistette alla tentazione di fermarsi, poiché aveva già raccolto molto materiale nell’inchiesta fotografica sui braccianti agricoli della periferia di Los Angeles. Dopo aver percorso quasi 20 miglia, qualcosa le fece cambiare idea. Fece inversione, imboccò una strada fangosa e si trovò davanti un soggetto adatto alle sue ricerche: all’incirca 2500 persone, in uno squallido agglomerato di baracche e tende che combattevano la fame. 

Migrant Mother

imperial Valley

Erano stati richiamati alla raccolta da inserzioni sui giornali, ma si erano ritrovati ben presto senza lavoro e senza paga a causa di una gelata. Tra loro c’era anche Florence Thompson.

Dorothea Lange svolgeva da anni un’intensa opera di ricognizione tra i disoccupati, i senzatetto e i migranti della California per la Rural Resettlement Administration. 

L’organismo federale di monitoraggio della crisi economica, aveva commissionato a lei e ad altri grandi fotografi una serie di reportage dalla forte impronta documentaristica.

La vidi e mi avvicinai alla madre disperata e affamata nella tenda, come se fossi stata attratta da un magnete.
Non ricordo come le spiegai la mia presenza o quella della fotocamera, ma ricordo che mi fece delle domande.
Ho scattato sei foto, avvicinandomi sempre di più dalla stessa direzione. Non le chiesi il suo nome né la sua storia. Lei mi disse che aveva 32 anni.”

Florence Thonpson vendette i pneumatici della sua auto per comprare il cibo, a cui si erano aggiunti alcuni uccelli cacciati dai bambini. La Lange, che credeva si potessero capire le persone attraverso un ritratto da vicino, inquadrò i bambini e la madre.  La Thonpson con i suoi occhi consumati dalla preoccupazione e dalla rassegnazione, ignorò la fotografa e guardò oltre la fotocamera.

Sapevo di aver catturato l’essenza del lavoro che mi era stato commissionato”

Migrant Mother
Migrant Mother – provini a contatto

Successivamente, Dorothea Lange informò le autorità della situazione di emergenza delle persone dell’accampamento, e riuscì ad ottenere l’invio di 20.000 dollari in cibo.
Delle 160.000 immagini scattate dalla Lange e dagli altri fotografi, Migrant Mother è diventata senza dubbio la fotografia più iconica della Grande Crisi di quegli anni.

La fotografia Migrant Mother era ormai un’icona diffusa e riconoscibile ma fino al 1978 l’identità della donna restò avvolta nel mistero per la negligenza della Lange, colpevole di non aver raccolto alcuna informazione su di lei.

Successivamente l’Associated Press fece pubblicare lo scatto, suscitando l’ira di Florence Thompson, che scrisse una lettera con la quale espresse tutto il suo disappunto per quell’immagine, che di fatto la  «sfruttava» ma dal quale non aveva ricavato soldi.

In realtà quella foto non avrebbe dovuto esser venduta, né pubblicata, come promesso a Florence Thompson dalla stessa fotografa, perché di proprietà del governo e quindi di pubblico dominio.  Gli scatti invece furono inviati al San Francisco News e immediatamente pubblicati, senza fruttare alcuna royalty alla fotografa, ma garantendole l’immortalità nell’olimpo della fotografia.

Solo nel 1983 la popolarità di quell’immagine porterà a Florence qualche tardivo beneficio. In pochi giorni di raccolta fondi i familiari ricevono oltre 25.000 dollari, necessari per offrire alla donna, malata di cancro, l’assistenza medica di cui ha bisogno e un funerale dignitoso.

Nel 1998 una copia della Migrant Mother autografata dalla Lange è stata venduta da Sotheby’s per 244.500 dollari.

Esiste un curioso fatto che riguarda questa fotografia: nello scatto originale, appare il dito di una mano in basso a destra, che però nella foto andata in diffusione di stampa è stato ritoccato.
Sul sito della Library of Congress di Washington è possibile visionarle entrambe.

Migrant Mother
versione originale e versione ritoccata
Maximiliano Fagioli

Maximiliano Fagioli

Fotografo

Fondatore e docente di Corsi di Fotografia, da circa 10 anni si occupa di formazione nel campo della fotografia con all’attivo più di 30 corsi con oltre 500 studenti. Ritrattista e fotografo di matrimonio fa della fotografia un prezioso strumento artistico e di comunicazione. Maggiori informazioni su Max Fagioli Photography